La legge di bilancio per il 2026 segna un netto ridimensionamento degli stanziamenti dedicati alla mobilità sostenibile. In particolare, i fondi destinati alle piste ciclabili e alla mobilità urbana risultano drasticamente ridotti o azzerati, suscitando allarmi nel mondo delle associazioni e dei territori.
Secondo l’analisi della rivista BC, il capitolo “mobilità urbana” della manovra mette in evidenza diverse voci in perdita: – 12 milioni di euro per il Fondo mobilità sostenibile, che comprende ciclovie urbane e trasporto pubblico; – 2 milioni al Fondo per lo sviluppo delle ciclovie urbane, che di fatto viene azzerato dopo le riduzioni degli anni precedenti. Un dossier di Bikeitalia segnala che “il fondo ciclovie urbane è ormai azzerato” e che complessivamente la mobilità ciclistica riceve meno sostegno in favore della mobilità privata.
Nella legge di bilancio 2025 (Legge 207/2024) l’articolo 1 comma 803 prevede riduzioni su risorse destinate alla mobilità ciclistica e alla realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche per un totale oltre 30 milioni di euro tra il 2029 e 2033
Le conseguenze si fanno subito evidenti: molti Comuni e regioni che avevano adottato programmi per la ciclabilità urbana o per il cicloturismo rischiano ritardi o blocchi nei progetti. Le associazioni come FIAB, Legambiente e Clean Cities Campaign parlano di «passo indietro» per il Paese e mettono in guardia sul fatto che la bicicletta rimane trattata come alternativa e non come modalità centrale della mobilità.
Nel concreto, il taglio è combinato con altre riduzioni più ampie: – 80 milioni di euro per lo sviluppo delle metropolitane di Roma, Milano e Napoli; – 159,5 milioni per il Fondo infrastrutturale trasporti e viabilità. Le regioni e i comuni più piccoli, già in difficoltà nel reperire risorse programmate, sono quelli più esposti.
Gli esperti e gli amministratori locali segnalano che, senza misure correttive, si rischa di aggravare il divario territoriale nella mobilità: nelle aree urbane minori e nelle periferie l’auto privata potrà rimanere l’unica opzione percorribile. «Servirebbero almeno 800 milioni di euro aggiuntivi per potenziare il Fondo nazionale trasporti», dichiara il deputato Andrea Casu alla commissione Trasporti.
