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La Val Sangone continua a pedalare verso un modello di turismo lento, sostenibile e legato al territorio. La seconda edizione di ValSangone Bike Adventure, andata in scena il 16 e 17 maggio a Giaveno, ha chiuso con numeri in crescita e una partecipazione che conferma il potenziale dell’area torinese per il cicloturismo e le attività outdoor.

Quasi 200 partecipanti iscritti, 16 guide e accompagnatori coinvolti e una rete territoriale sempre più ampia hanno caratterizzato l’edizione 2026 della manifestazione, che ha trasformato il centro di Giaveno in un punto di incontro tra mountain bike, trekking, cultura locale e promozione del territorio.

Uno degli elementi più interessanti dell’evento è stata l’integrazione tra esperienze in bicicletta e percorsi escursionistici. Accanto ai tour in sella, infatti, il Sentiero dei Semplici e l’itinerario verso Casa Verde hanno coinvolto anche gli appassionati di cammino, rafforzando l’idea di una destinazione capace di attrarre differenti pubblici legati al turismo attivo.

Quattro itinerari tra sterrati, panorami e tradizioni locali

Il cuore della manifestazione è rimasto il programma cicloturistico, costruito su quattro percorsi differenti per difficoltà e tipologia di esperienza. I nomi scelti, tutti in dialetto piemontese, hanno contribuito a rafforzare il legame identitario con la valle.

Il tour serale “Sensa fià” ha aperto il weekend con un itinerario di 36 chilometri e 890 metri di dislivello. La domenica sono invece andati in scena tre percorsi guidati: il tour hard “Daje Mac”, pensato per i biker più allenati con 1.170 metri di dislivello; il tour intermedio “I Sentè Stermà”, dedicato a chi cercava un equilibrio tra tecnica e scoperta del paesaggio; e il percorso family “Sensa Pressa”, progettato anche per famiglie e bambini.

Non si è trattato soltanto di pedalare. Gli itinerari hanno infatti toccato alcune eccellenze della Val Sangone, come la Cantina Venturino di Ezio Canale e il Mulino du Detu, trasformando ogni uscita in un’esperienza di scoperta del territorio tra sapori, tradizioni e cultura locale. Tutti i gruppi sono stati accompagnati da guide cicloturistiche e ambientali certificate.

Giaveno punta sul turismo lento

Il festival ha evidenziato anche la volontà di Giaveno e della Val Sangone di posizionarsi sempre più come destinazione per il turismo slow. Il pranzo organizzato dagli Alpini di Giaveno-Valgioie e il coinvolgimento dei produttori locali hanno rafforzato il legame tra evento e comunità. Anche il Circolo Fotografico “Il Mascherone” ha seguito i partecipanti lungo i percorsi, documentando le due giornate.

Importante anche il ruolo della formazione. La Fondazione Pacchiotti e Casa di Carità di Giaveno hanno presentato i corsi dedicati alle professioni del turismo outdoor e del cicloturismo, segnale di come il comparto venga considerato una leva concreta di sviluppo economico e occupazionale per il territorio.

Bike show, area junior e cicloviaggiatori

Accanto alle attività sui sentieri, il centro di Giaveno ha ospitato spettacoli e iniziative dedicate alla cultura della bicicletta. In piazza Molines si sono esibiti Oliver Rege e Luca Gioiello con show di bike trial e BMX, mentre il vicolo d’artista ha accolto biciclette d’epoca e opere dedicate al ciclismo storico.

Grande attenzione anche alle famiglie e ai più piccoli grazie all’Area Junior, con percorsi tecnici MTB, ostacoli didattici e attività curate dal team di Cicli GIAI. Tra le novità più apprezzate, l’arrivo dei Triker a tre ruote in collaborazione con FIAB BikeTrack ValSusa.

L’Area Expo ha infine ospitato workshop tecnici e incontri con cicloviaggiatori e testimonial del mondo bike, tra cui Leo di Life in Travel, Francesco Gozzolino di Cyclo Ergo e Fabio Wolf, fondatore dell’associazione 160cm, protagonista di un viaggio di oltre 67 mila chilometri in bicicletta dopo la diagnosi di sclerosi multipla.

La Val Sangone guarda già al futuro

Per il sindaco di Giaveno, Stefano Olocco, la manifestazione rappresenta un tassello importante nella costruzione dell’identità turistica della valle: “Stiamo lavorando moltissimo sull’identità di una valle pronta al turismo lento e sostenibile”.

Sulla stessa linea il vicesindaco e assessore al Turismo Carlo Giacone, che ha sottolineato il valore delle sinergie tra formazione, territorio e cicloturismo.

Per l’organizzatrice Silvia Badriotto, l’evento ha ormai assunto una propria identità precisa: un racconto corale del territorio che unisce bici, cammini, cultura, produttori locali e comunità. Le premesse per una terza edizione, dopo il successo del 2026, sembrano già esserci tutte.

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