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Dieci edizioni, quindici partecipanti sempre presenti e una comunità internazionale che continua a crescere. Domenica 31 maggio Eroica Montalcino tornerà sulle strade bianche della Val d’Orcia per celebrare un traguardo simbolico: i dieci anni della manifestazione ciclistica che ha trasformato il territorio del Brunello in una delle mete più amate dagli appassionati di ciclismo d’epoca e cicloturismo.

Nel corso degli anni l’evento ha ampliato la propria dimensione internazionale senza perdere il legame con il territorio e con quella comunità di ciclisti che, stagione dopo stagione, continua a scegliere Montalcino. Dal 2017 a oggi sono quindici i partecipanti che non hanno mai saltato un’edizione, arrivando da diverse città italiane come Brescia, Siena, Verona, Modena, Foligno, Arezzo, Roma, Ancona, Firenze e dalla stessa Montalcino.

Tra loro c’è anche Daud Khan, unico partecipante internazionale presente a tutte le edizioni della manifestazione. Nato in Pakistan e residente a Roma, Khan rappresenta bene lo spirito che negli anni ha reso Eroica qualcosa di diverso da una semplice manifestazione sportiva.

La sua storia parte da una piccola città pakistana, dove la bicicletta era innanzitutto un mezzo di trasporto quotidiano. Poi gli studi a Oxford, il lavoro internazionale e l’arrivo in Italia nel 1989, inizialmente per una vacanza. «Poi ho incontrato mia moglie e sono rimasto», racconta. Da allora Roma è diventata la sua casa, mentre la bicicletta è rimasta una compagna di viaggio inseparabile. Ancora oggi affronta le strade sterrate di Montalcino con la sua Gitane del 1984.

Il suo approccio alla bici è lontano dalla ricerca della prestazione. Nessuna ossessione per tempi o velocità, ma il piacere del viaggio e dell’incontro con le persone. «Non sono sportivo», spiega con ironia. «Per me andare in bici significa incontrare persone. Quando faccio un viaggio da solo, il bello è proprio questo».

È proprio questa dimensione che lo ha legato a Eroica Montalcino sin dalla prima partecipazione. «Quando l’ho scoperta mi ha affascinato subito. Non era una corsa, ma non era nemmeno una passeggiata. Era stare insieme, in campagna, con un certo ritmo».

Parole che sintetizzano bene il motivo per cui molti ciclisti scelgono di tornare ogni anno sulle colline della Val d’Orcia. I percorsi dell’Eroica non rappresentano soltanto distanze o dislivelli, ma un modo diverso di attraversare il paesaggio: dalle vigne del Brunello ai borghi storici, passando per le strade bianche e i ristori nelle piazze.

Chi conosce già quei percorsi sa dove la salita diventa più impegnativa, dove il panorama si apre sulle colline toscane e dove vale la pena fermarsi qualche minuto in più. Ogni edizione, però, offre qualcosa di diverso: la luce, il clima, le persone incontrate lungo il tragitto. «Per me tornare è anche una conferma», racconta ancora Khan. «Vuol dire vedere se sono ancora capace di farlo».

Anche per la decima edizione gli organizzatori registrano numeri in crescita. I partecipanti stranieri rappresentano già il 36% degli iscritti e saranno diciannove i Paesi presenti oltre all’Italia. Un dato che conferma la capacità di Eroica Montalcino di attrarre ciclisti da tutto il mondo e, soprattutto, di creare un forte senso di appartenenza.

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