Quaranta chilometri di tracciato, cinque comuni collegati e un’integrazione diretta con le principali dorsali cicloturistiche alpine. La Valle dello Stubai inaugura la prima stagione estiva del Percorso Ciclabile 19, infrastruttura entrata in funzione nell’ottobre 2025 dopo sette anni di lavori. Un progetto che rafforza il ruolo del Tirolo nella mobilità lenta, con un asse capace di unire la valle a Innsbruck e, attraverso il Brennero, all’Italia e alla rete europea.
Il tracciato si sviluppa da Schönberg fino alla Doadler Alm di Falbeson, attraversando Mieders, Telfes, Fulpmes e Neustift. La pendenza media contenuta attorno al cinque per cento lo rende accessibile a un pubblico ampio: famiglie, cicloturisti, pendolari, ma anche appassionati di e-bike, gravel e bici da strada. L’obiettivo è duplice. Da un lato offrire un’infrastruttura quotidiana per chi vive in valle. Dall’altro proporre un’esperienza di scoperta lenta per il turismo estivo.
Un itinerario trasversale tra natura, servizi e attrazioni
Lungo il percorso si alternano funivie, punti di accesso in quota, aree di sosta attrezzate, ristoranti e attrazioni naturalistiche. La sezione più family-friendly si estende per circa dieci chilometri nei dintorni di Neustift, in direzione ghiacciaio. Qui il tracciato incontra parchi giochi, zone relax e tappe gastronomiche. Tra i punti di interesse, il lago di Kampl e il centro acquatico StuBay di Telfes, collegato da una diramazione ciclabile.
Spazio anche ai più piccoli con il Kids Park Klaus Äuele, che integra un parco giochi, un’area acquatica e un bike park dedicato. Il progetto, esteso su circa 3.000 metri quadrati, introduce tre linee su terra battuta con difficoltà progressiva, tra curve sopraelevate, piccoli salti e passerelle in legno, progettate nel rispetto dell’ambiente boschivo esistente.
Collegamenti strategici tra nord e sud delle Alpi
Il nodo di Fulpmes, in corrispondenza del ponte Kirchbrücke, rappresenta uno snodo chiave. Verso nord si sviluppa la variante 19a, immersa in un contesto naturale fino allo Stefansbrücke di Innsbruck. Verso sud, il collegamento con la Wipptal conduce al Passo del Brennero e quindi in Italia.
Il Percorso 19 si inserisce così come asse centrale tra la ciclabile dell’Inn e quella del Brennero, diventando parte integrante della strategia cicloturistica dell’Euregio. Una continuità territoriale che apre scenari interessanti per il bikepacking alpino e per itinerari a lunga percorrenza tra Austria e Italia. Lungo il tracciato, la presenza di stazioni di manutenzione, negozi specializzati e punti ristoro contribuisce a elevare lo standard dell’offerta.
Mountain bike e downhill, l’offerta si amplia
Accanto alla mobilità orizzontale della ciclabile, la valle potenzia anche l’offerta verticale. I tracciati downhill dell’Elfer, accessibili con la funivia Elferbahn da Neustift, propongono percorsi tecnici come l’Eins Trail e lo Zwei Trail. Un’integrazione che amplia il target, intercettando il segmento MTB più sportivo.
La programmazione estiva include anche eventi sportivi e attività legate al benessere. Il 3 e 4 luglio 2026 è in calendario lo Stubai Ultratrail, con cinque distanze e il debutto della prova da 100 chilometri e 5.800 metri di dislivello. Un evento che attraversa l’intera valle, dai pascoli ai tratti rocciosi dei Kalkkögel, fino ai panorami glaciali.
Accanto all’endurance, trovano spazio proposte più orientate al relax, come le sessioni di yoga sul ghiacciaio previste il 19 luglio. Dalle pratiche a oltre 2.000 metri fino alla piattaforma panoramica Top of Tyrol, a quota 3.000 metri, il programma combina attività fisica e contemplazione del paesaggio alpino.
Accessibilità e mobilità integrata
La valle è raggiungibile anche senza automobile. Il collegamento con Innsbruck è garantito da un servizio di trasporto pubblico con frequenza ogni 15 minuti, integrato con il trasporto bici. A questo si aggiunge la connessione ciclabile con l’Italia attraverso il Brennero, che consente di raggiungere lo Stubai direttamente in sella.
Un modello che unisce infrastrutture ciclabili e trasporto collettivo, rafforzando il posizionamento della destinazione come meta sostenibile. La logica è quella di un sistema integrato: arrivare in treno, muoversi in bici, ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare all’esperienza di viaggio.
