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Il cicloturismo si conferma uno dei segmenti più dinamici dell’offerta turistica italiana, con numeri che evidenziano una crescita strutturale e un impatto sempre più rilevante sull’economia dei territori. A sottolinearlo è Federterziario Turismo, che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli investimenti infrastrutturali e puntare sulla qualificazione degli operatori per sostenere lo sviluppo della filiera.

Secondo i dati Isnart-Unioncamere contenuti nel rapporto “Viaggiare con la bici 2026”, il comparto ha registrato nel 2025 circa 25 milioni di presenze cicloturistiche, generando un impatto economico superiore ai 6 miliardi di euro. Numeri che confermano il ruolo centrale del turismo su due ruote nel panorama nazionale e che, secondo Federterziario, impongono una strategia coordinata per consolidare e ampliare questi risultati.

“La sostenibilità è un’opportunità competitiva e il cicloturismo ne è la dimostrazione più concreta”, afferma Emanuela D’Aversa, vicepresidente di Federterziario Turismo, evidenziando come questo segmento rappresenti un modello virtuoso capace di coniugare sviluppo economico e valorizzazione dei territori.

Incentivi e formazione al centro delle richieste

Tra le priorità indicate dall’associazione emerge la necessità di introdurre incentivi mirati per le imprese ricettive e per i servizi che investono nell’accoglienza cicloturistica certificata. Parallelamente, viene sottolineata l’importanza della formazione professionale, considerata uno strumento essenziale per rispondere a una domanda sempre più esigente e specializzata.

Il cicloturista, infatti, si distingue per comportamenti di viaggio che favoriscono la permanenza nei territori. Predilige itinerari lenti, si ferma nei borghi, frequenta mercati locali e artigianali, e sceglie strutture di dimensioni contenute. Un approccio che genera ricadute economiche diffuse e contribuisce alla valorizzazione delle economie locali.

Ciclovie e PNRR: risorse e criticità

Sul fronte infrastrutturale, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo della mobilità ciclistica. Secondo i dati della Fondazione Openpolis, l’investimento complessivo ammonta a circa 657 milioni di euro, distribuiti su 184 progetti a livello nazionale.

Nel dettaglio, sono previsti 149 interventi per le ciclovie urbane, per un valore di 244 milioni di euro con uno stato di avanzamento dei pagamenti pari al 42%, e 35 progetti dedicati alle ciclovie turistiche per 413 milioni di euro, con pagamenti al 23%. Gli obiettivi includono la realizzazione di 570 chilometri di piste ciclabili urbane e metropolitane e circa 1.250 chilometri di percorsi cicloturistici.

Nonostante le risorse disponibili, Federterziario evidenzia criticità legate alla capacità di spesa e alla tempistica di realizzazione degli interventi. Già nel 2024 la Corte dei Conti aveva segnalato ritardi nell’utilizzo dei fondi, un elemento che continua a rappresentare un rischio per il pieno sviluppo del settore.

Una filiera in espansione

Il comparto del cicloturismo coinvolge oggi circa 800 imprese attive nel noleggio biciclette, con oltre 1.600 unità locali operative. Una filiera articolata che include anche attività di riparazione, commercio al dettaglio, strutture ricettive e servizi turistici specializzati.

L’offerta si è progressivamente ampliata, intercettando target diversificati, dal segmento luxury agli ostelli, con proposte sempre più personalizzate e itinerari costruiti sulle esigenze dei viaggiatori.

In questo contesto, Federterziario richiama la necessità di politiche di sostegno calibrate sulle diverse tipologie di imprese coinvolte, per garantire uno sviluppo equilibrato del comparto.

Destagionalizzazione e rilancio delle aree interne

Uno degli aspetti più rilevanti del cicloturismo riguarda la sua capacità di contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici. L’utilizzo della bicicletta consente infatti di ampliare i periodi di fruizione delle destinazioni, riducendo la concentrazione nei mesi di alta stagione.

Allo stesso tempo, il cicloturismo si conferma uno strumento efficace per la rigenerazione delle aree interne, spesso escluse dai grandi circuiti turistici. Attraverso itinerari diffusi e reti ciclabili capillari, questi territori possono attrarre nuovi flussi e costruire modelli di sviluppo sostenibile.

La crescita del settore appare quindi legata a una combinazione di fattori: infrastrutture adeguate, servizi qualificati e una visione strategica capace di integrare turismo, mobilità e sviluppo locale.

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