Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

La primavera e le festività pasquali segnano uno dei momenti più favorevoli per i viaggi attivi. Temperature miti, giornate più lunghe e paesaggi che cambiano colore rendono questo periodo ideale per itinerari in bicicletta. In questo contesto si inserisce la proposta Kel 12 Active, che per la stagione primaverile propone un viaggio cicloturistico in Marocco tra l’Atlante e le regioni meridionali del Paese.

L’itinerario è costruito per alternare pedalate su strade panoramiche e momenti di scoperta culturale, con trasferimenti in van nelle tratte più lunghe. Il progetto rientra nella linea Active del tour operator, dedicata a viaggiatori che cercano esperienze outdoor accompagnate da guide specializzate e con un ritmo pensato per permettere l’esplorazione dei territori attraversati.

Il viaggio è seguito da guide ambientali, accompagnatori turistici e specialisti di mountain bike, professionisti che spesso contribuiscono anche alla progettazione dei percorsi. L’obiettivo è creare itinerari in cui l’attività ciclistica si integri con la dimensione culturale del viaggio, favorendo l’incontro con i paesaggi e con le comunità locali.

Dal cuore di Marrakech alle strade dell’Atlante

Il tour prende avvio a Marrakech, dove il gruppo si ritrova nel centro storico, a pochi passi dalla piazza Jemaa el-Fnaa. Qui è previsto un briefing introduttivo prima della cena nella medina, primo momento di contatto con l’atmosfera della città.

Il giorno successivo il viaggio entra nel vivo con il trasferimento verso il passo del Tizi n’Tichka, lungo la catena dell’Atlante. La salita avviene in van, mentre la pedalata inizia dalla parte alta del passo. Da qui parte una lunga discesa su strade isolate che attraversano villaggi di montagna e portano verso Telouet, nella valle del Grande Atlante.

L’itinerario include la visita alla kasbah di Telouet, antica residenza del pascià El Glaoui, e alle miniere di sale nei dintorni. Il percorso prosegue poi verso Aït Ben Haddou, uno dei villaggi fortificati più celebri del Marocco, diventato nel tempo scenario di numerose produzioni cinematografiche internazionali. La tappa alterna tratti pedalati e trasferimenti, con circa 60 chilometri in bicicletta su percorso di difficoltà contenuta.

Tra la valle delle rose e le gole del Dadès

Lasciata l’area di Ouarzazate, il viaggio prosegue verso territori più aridi che segnano il passaggio tra l’Atlante e il margine del Sahara. Il gruppo attraversa El-Kelaà M’Gouna, centro noto per la coltivazione della rosa damascena e per la produzione di cosmetici ricavati dai petali.

Da qui l’itinerario risale la valle del M’Goun, conosciuta anche come “valle delle rose”, fino al villaggio di Bou Thrarar. La pedalata riprende poi in discesa lungo la valle con rientro a El-Kelaà M’Gouna e arrivo alle gole del Dadès, uno dei paesaggi più spettacolari del sud marocchino, dove le pareti rocciose si stringono formando canyon profondi e strade panoramiche.

La traversata tra le gole del Dadès e del Todra

Uno dei passaggi più caratteristici del viaggio è la traversata tra le gole del Dadès e quelle del Todra. Il percorso segue una pista sterrata che attraversa un ambiente isolato, abitato da comunità nomadi. Si tratta di un’antica via di collegamento utilizzata in passato dalle popolazioni berbere per spostarsi tra le due vallate.

Questo tratto, spesso indicato come percorso “da gola a gola”, rappresenta uno dei momenti più intensi dell’itinerario cicloturistico, dove il paesaggio cambia rapidamente e la presenza umana si riduce a piccoli insediamenti e oasi.

Dal Jbel Saghro alla valle del Drâa

La parte finale del viaggio conduce verso il Jbel Saghro, nell’Anti Atlante, attraversando i centri di Alnif e Tazarine. L’itinerario rientra poi in direzione della valle del Drâa, una delle aree più suggestive del Marocco meridionale.

Ad Alnif è prevista la visita a un’antica kasbah con sotterranei e palmeti, prima del pernottamento a N’kob in riad tradizionale. Il rientro verso Marrakech avviene in van attraversando la cosiddetta “montagna rossa” del Saghro, con una tappa ad Agdez e la visita alla kasbah di Tamnougalt.

L’arrivo nel pomeriggio a Marrakech conclude il viaggio, lasciando tempo per una cena finale e, per chi lo desidera, per l’esperienza di un hammam tradizionale, uno dei rituali più rappresentativi della cultura marocchina.

Condividi la tua passione