Dopo anni di test e attivazioni a macchia di leopardo, Google ha finalmente rilasciato l’aggiornamento completo e massiccio della navigazione specifica per biciclette in Italia. Per noi cicloturisti, abituati a barcamenarci tra app premium costose e il timore costante di Maps che ci suggerisce una statale trafficata, questa è una mezza rivoluzione. Ma Big G ha davvero colmato il gap con giganti del settore come Komoot o Strava? Abbiamo testato a fondo la nuova release su percorsi urbani ed extraurbani. Ecco le 3 “perle nascoste” che abbiamo adorato e il difetto che ancora ci fa storcere il naso.
LE 3 FUNZIONI HIDDEN GEM CHE AMERAI
Non si tratta solo dell’icona della bici. Sotto il cofano, l’algoritmo è stato riscritto. Ecco cosa abbiamo scoperto scavando nelle impostazioni durante la pedalata.
Il Profilo Altimetrico “Live” con Avviso di Pendenza
Dimentica le sorprese amare dietro la curva. Ora, quando pianifichi un percorso, Maps non ti mostra solo il dislivello totale, ma un grafico altimetrico dettagliato e interattivo.
- La chicca: Mentre navighi, l’app ti avvisa con un segnale sonoro o visivo leggero pochi metri prima dell’inizio di una salita ripida (sopra il 7-8%), mostrandoti la pendenza media del segmento. Perfetto per gestire le energie (o la batteria dell’e-bike).
Il Calcolo Percorsi “Low Traffic” (Basso Traffico)
È la funzione che attendevamo di più. Nelle opzioni di percorso, ora puoi spuntare la voce “Preferisci strade secondarie”. L’IA di Google incrocia i dati storici del traffico automobilistico con la mappatura delle strade bianche e vicinali.
- Come funziona: L’algoritmo non cerca più il percorso più breve, ma quello con il minor coefficiente di interazione con le auto, privilegiando Zone 30, strade arginali e percorsi attraverso i parchi urbani.
La Condivisione della Posizione Speciale “Ciclista”
La condivisione della posizione esiste da tempo, ma ora è integrata con la modalità bici. Se condividi il tuo percorso con un contatto, Maps mostrerà loro non solo dove sei, ma anche la tua velocità media ciclistica e il tempo stimato di arrivo (ETA) basato sulla pedalata, non sulla guida. Un passo enorme per la sicurezza e la logistica dei giri di gruppo.
…E LA FUNZIONE CHE DELUDE (ANCORA)
Nonostante i passi da gigante, Google Maps non è ancora perfetto per chi fa sul serio in cicloturismo. L’app ti mostra un percorso meraviglioso attraverso i campi, tu ci vai con la tua bici da corsa con copertoni da 25mm e ti ritrovi su uno sterrato accidentato o, peggio, su una carreggiata fangosa. A differenza di Komoot, che specifica la percentuale di asfalto, ghiaia o sentiero, Google Maps tende ancora a catalogare troppe strade vicinali sterrate come “strade non asfaltate” generiche, senza valutarne la praticabilità reale con bici non-MTB. Il rischio di dover tornare indietro o forare è ancora troppo alto.
Addio Komoot?
Non ancora. Google Maps per bici è diventato uno strumento eccellente per il commuting quotidiano e per l’esplorazione urbana di medio raggio. Le nuove funzioni di altimetria e traffico basso sono “game changer”.
Tuttavia, per la pianificazione di viaggi di più giorni o per percorsi gravel/corsa dove il tipo di fondo è cruciale, Komoot e Strava rimangono superiori. Maps è l’app che userai per andare al lavoro; le altre sono quelle che userai per andare in vacanza.
