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Visitare il Salento in bicicletta significa scoprire un territorio molto diverso da quello che appare attraversandolo in automobile. Le distanze diventano parte del viaggio, le campagne acquistano spazio e persino il passaggio dalla pietra chiara dell’entroterra all’azzurro dell’Adriatico assume un altro ritmo.

Tra gli itinerari più interessanti per chi sceglie Lecce come punto di partenza c’è la direttrice verso Otranto, inserita nel percorso della Ciclovia Adriatica. Non bisogna però immaginarla come una lunga pista ciclabile completamente separata dalle automobili: il tracciato alterna strade secondarie, percorsi cicloturistici, tratti costieri e alcune provinciali sulle quali è necessaria maggiore attenzione.

È proprio questa varietà, però, a rendere il percorso interessante: in una sola giornata si passa dal Barocco leccese alla campagna salentina, dalle zone umide delle Cesine alle torri costiere, fino alle acque di Otranto.

Prima di partire: Lecce come base per un viaggio in bici

Per chi raggiunge il Salento senza automobile, arrivare a Lecce in treno è una soluzione particolarmente pratica. Dalla città si possono organizzare sia escursioni giornaliere sia itinerari di più giorni verso la costa.

Conviene quindi scegliere una sistemazione che permetta di raggiungere facilmente sia il centro sia la stazione. Tra le possibilità c’è Eos Hotel a Lecce, in Viale Alfieri: la struttura si trova a circa 1,3 chilometri a piedi dalla stazione ferroviaria ed è fuori dalla ZTL. Una posizione utile soprattutto quando la vacanza prevede di combinare treno e bicicletta, senza la necessità di utilizzare l’auto per ogni spostamento.

La mattina della partenza vale comunque la pena concedersi qualche chilometro nel centro di Lecce, soprattutto se è la prima visita in città. Piazza del Duomo, Piazza Sant’Oronzo e Santa Croce rappresentano un ottimo preludio prima di lasciare gradualmente il tessuto urbano.

Da Lecce verso Acaya e la campagna salentina

Una delle tracce oggi utilizzate per proseguire verso l’Adriatico porta da Lecce in direzione di Acaya, piccolo borgo fortificato che merita una deviazione anche breve.

È il momento in cui cambia completamente lo scenario. Alle architetture cittadine si sostituiscono muretti a secco, masserie, campi e lunghi rettilinei nella campagna salentina.

Acaya costituisce una tappa particolarmente interessante perché permette di interrompere la pedalata prima di dirigersi verso la fascia costiera. Il suo castello e la struttura regolare del centro raccontano una parte del Salento molto diversa da quella delle località balneari.

Da qui il percorso prosegue verso il territorio di Vernole e uno dei luoghi naturalisticamente più importanti di questo tratto di costa.

Le Cesine: il Salento diventa natura

Avvicinandosi al mare si incontra l’area delle Cesine, una delle zone umide più significative del Salento.

È un passaggio che cambia nuovamente il carattere della giornata. Non più soltanto ulivi e campagna, ma ambienti costieri, macchia mediterranea e zone umide che interrompono la continuità del paesaggio agricolo.

Il tracciato della Ciclovia Adriatica individuato dalla pianificazione regionale interessa proprio quest’area e prosegue successivamente verso il territorio di Melendugno.

Pedalare qui invita a rallentare. La bicicletta, del resto, è particolarmente adatta a un territorio nel quale le distanze tra un punto d’interesse e l’altro sono sufficientemente contenute da permettere soste frequenti senza compromettere l’intera giornata.

San Foca e Roca Vecchia: finalmente il mare

Raggiunta la costa, il viaggio cambia ancora una volta.

San Foca può diventare una buona tappa per una pausa, soprattutto nelle giornate più calde. Il piccolo centro affacciato sull’Adriatico permette di rifornirsi d’acqua, mangiare qualcosa e concedersi qualche minuto vicino al mare prima di ripartire.

Poco più avanti arriva Roca Vecchia, uno dei luoghi più conosciuti della costa salentina. Qui si trovano resti archeologici e un tratto di costa rocciosa diventato celebre anche per la Grotta della Poesia.

In alta stagione questa parte dell’itinerario richiede però maggiore prudenza. La costa tra San Foca, Roca e Torre dell’Orso è molto frequentata e non tutti i tratti sono riservati esclusivamente alle biciclette.

Meglio evitare le ore caratterizzate dal traffico più intenso e mantenere sempre una guida prudente.

Torre dell’Orso e Sant’Andrea

Proseguendo verso sud si raggiunge Torre dell’Orso, altra località simbolo dell’Adriatico salentino.

Il paesaggio alterna pinete, spiagge e tratti di costa rocciosa. Poco oltre si incontra Sant’Andrea, riconoscibile per i faraglioni e le alte pareti chiare modellate dal mare.

Qui la tentazione di fermarsi può diventare più forte della voglia di accumulare chilometri. E non sarebbe necessariamente un errore.

Il cicloturismo funziona proprio quando il percorso non diventa una gara contro il tempo: una sosta per il bagno, un pranzo leggero o mezz’ora all’ombra possono valere più di una tabella di marcia rispettata alla perfezione.

Verso i Laghi Alimini

Superata l’area di Sant’Andrea e Frassanito, la direzione rimane quella di Otranto.

Prima di raggiungere la città si attraversa il territorio degli Alimini, caratterizzato dai due bacini situati a nord di Otranto e dalla vicinanza con lunghi tratti di costa.

È uno dei passaggi nei quali natura, turismo balneare e paesaggio salentino si sovrappongono con maggiore evidenza.

Da qui Otranto non è più lontana e l’arrivo comincia a diventare parte del panorama.

Otranto, il traguardo che merita una sosta lunga

Entrare a Otranto in bicicletta dopo aver lasciato Lecce diverse ore prima ha un sapore completamente diverso rispetto ad arrivarci in automobile.

La città si trova sul tratto più orientale della costa italiana e il suo centro storico sale dal porto verso il Castello Aragonese e la Cattedrale. La distanza stradale da Lecce è di circa 45 chilometri, ma seguendo un itinerario cicloturistico costiero e concedendosi le deviazioni necessarie la giornata diventa naturalmente più lunga.

La bicicletta può essere lasciata per qualche tempo per entrare nel borgo antico, percorrere il lungomare e recuperare le energie prima di decidere come organizzare il ritorno.

Chi sta costruendo un viaggio di più giorni può invece fermarsi a Otranto e continuare successivamente verso Porto Badisco, Santa Cesarea Terme, Castro e Santa Maria di Leuca, seguendo ancora il grande asse cicloturistico dell’Adriatico.

Il percorso è adatto a tutti?

Dal punto di vista altimetrico, il tratto salentino non presenta le difficoltà di un itinerario di montagna. Questo non significa però che sia una passeggiata adatta a chiunque senza preparazione.

La lunghezza, il vento, il caldo e soprattutto la presenza di tratti su strade aperte al traffico devono essere valutati prima della partenza. La stessa Ciclovia Adriatica segnala tra Lecce e Otranto alcuni tratti su provinciali con banchina ridotta.

Per approfondire il tracciato è possibile consultare la documentazione sulla Ciclovia Adriatica della Regione Puglia, che descrive il passaggio attraverso Lecce, Le Cesine, Torre Specchia Ruggeri, San Foca, Roca Vecchia, Torre dell’Orso, Alimini e Otranto.

Una trekking bike, una gravel o una e-bike sono probabilmente le soluzioni più versatili. Chi utilizza una bici da strada dovrebbe invece verificare preventivamente la traccia scelta e le condizioni del fondo.

Quando partire

Primavera e inizio autunno sono probabilmente i periodi più piacevoli per affrontare il percorso.

In estate bisogna fare i conti non soltanto con temperature elevate, ma anche con il maggior traffico sulle strade che conducono alle località costiere. Se si pedala a luglio o agosto è consigliabile partire molto presto al mattino, portare una quantità adeguata d’acqua e programmare le soste nelle ore centrali.

Settembre e ottobre regalano invece giornate ancora luminose, temperature spesso più gestibili e una costa meno affollata.

Il Salento visto alla velocità giusta

Da Lecce a Otranto il viaggio non è interessante soltanto per il punto di partenza e quello di arrivo.

In mezzo ci sono borghi fortificati, campagne, riserve naturali, piccoli porti, torri costiere, pinete e spiagge. Luoghi che in automobile rischiano di diventare semplici nomi su un cartello stradale e che in bicicletta acquistano inevitabilmente un peso diverso.

È questo, forse, il motivo migliore per scegliere il cicloturismo in Salento: non permette di vedere più cose in meno tempo. Fa esattamente il contrario. Costringe a viaggiare abbastanza lentamente da accorgersi di ciò che normalmente si attraverserebbe senza fermarsi.