Il cicloturismo italiano parla sempre più al femminile. In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, il mondo delle vacanze in bicicletta mette in luce un fenomeno in crescita: sempre più donne scelgono di viaggiare su due ruote, trasformando la bici in uno strumento di libertà, scoperta e autonomia.
La ricorrenza, riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 1977 e nata dalle rivendicazioni sociali e operaie del primo Novecento, diventa così l’occasione per osservare una trasformazione culturale che attraversa il turismo slow. Il viaggio in bicicletta non è più soltanto una pratica sportiva o un modo sostenibile di spostarsi. Per molte donne rappresenta una forma di emancipazione, un’esperienza di consapevolezza personale e un modo diverso di vivere il territorio.
Questo cambiamento sarà al centro anche della Fiera del Cicloturismo, in programma a Padova dal 27 al 29 marzo, dove il tema del cicloturismo femminile troverà ampio spazio tra incontri, racconti di viaggio e testimonianze.
Un fenomeno in crescita nel turismo lento
Il 2025 ha confermato il cicloturismo femminile tra i trend più interessanti del comparto. Le donne organizzano sempre più spesso viaggi in gruppo, coordinati anche attraverso community online, privilegiando itinerari sicuri e ben segnalati.
Tra gli elementi che guidano la scelta delle destinazioni emergono alcuni fattori ricorrenti: percorsi protetti dal traffico, servizi dedicati ai cicloturisti e possibilità di integrazione con altri mezzi di trasporto. L’intermodalità bici+treno, in particolare, si conferma uno degli strumenti più utilizzati per semplificare la logistica dei viaggi.
Le motivazioni non sono soltanto sportive. Il contatto con la natura, la scoperta delle tradizioni locali e la possibilità di integrare l’esperienza con attività di benessere e rigenerazione sono tra gli aspetti più ricercati.
Il profilo della cicloturista italiana
Secondo il rapporto “Viaggiare con la bici” realizzato da ENIT e Legambiente, le cicloturiste italiane hanno generalmente un’età compresa tra i 30 e i 55 anni, un livello di istruzione medio-alto e svolgono professioni qualificate come impiegate, insegnanti, lavoratrici autonome o libere professioniste.
Le donne rappresentano circa il 29,7% dei cicloturisti italiani (dato 2024), una quota che cresce di anno in anno.
Le tappe giornaliere preferite si collocano tra 30 e 60 chilometri, una distanza che permette di pedalare con tranquillità lasciando spazio alla scoperta dei territori attraversati. Diffuso anche l’uso della e-bike, che rende accessibili itinerari più lunghi o con dislivelli moderati.
Tra i servizi più richiesti figurano il trasporto bagagli, l’assistenza tecnica lungo il percorso e la presenza di guide locali. L’esperienza ideale unisce natura, cultura, sicurezza e attenzione alle comunità locali.
Le ciclovie più amate
I percorsi naturalistici e culturali sono quelli che registrano la maggiore presenza femminile, soprattutto quando offrono pendenze contenute, infrastrutture ciclabili dedicate e una logistica semplice.
Tra gli itinerari italiani con la più alta partecipazione di donne figurano:
- Ciclovia dei Castelli in Toscana, dove la presenza femminile raggiunge il 63%
- Ciclovia Arenzano–Varazze in Liguria (43,1%)
- Ciclovia dei Parchi della Calabria (41,4%)
- Ciclovia Pedemontana FVG3 in Friuli Venezia Giulia, dove una cicloturista su tre è donna
Grande interesse anche per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, in forte sviluppo grazie ai finanziamenti del PNRR, e per itinerari iconici come la Ciclovia Alpe Adria, che nel tratto italiano collega Tarvisio a Grado lungo un’ex ferrovia riconvertita.
Tra le ciclovie più apprezzate si segnalano anche la Treviso–Ostiglia, la prima ciclovia al mondo certificata dal Global Sustainable Tourism Council, la Ciclovia del Mincio tra Peschiera del Garda e Mantova e la Ciclabile dei Fiori in Liguria, che corre lungo il mare tra Ospedaletti e San Lorenzo al Mare.
Itinerari ideali per iniziare
Per chi si avvicina al cicloturismo, la Ciclovia Treviso–Ostiglia rappresenta uno degli itinerari più accessibili. Il tracciato segue il sedime di un’ex ferrovia militare e si sviluppa come una lunga “autostrada verde” pianeggiante. Il percorso misura 85 chilometri da Treviso a Cologna Veneta, con l’obiettivo di raggiungere in futuro i 118 chilometri complessivi.
Gran parte del tragitto è ombreggiata da filari di alberi e attraversa il Parco naturale del Sile, una delle aree fluviali più suggestive del Veneto.
Tra gli itinerari più scenografici figura la Ciclovia Alpe Adria, dove si pedala spesso in discesa tra gallerie illuminate, stazioni ferroviarie riconvertite e borghi storici come Venzone. L’esperienza è facilitata dal servizio Mi.Co.Tra, che consente di combinare treno e bicicletta.
La Ciclovia del Mincio, lunga 45 chilometri, collega invece Peschiera del Garda a Mantova, attraversando paesaggi fluviali e località storiche come Borghetto sul Mincio. Il percorso termina tra i laghi che circondano Mantova, offrendo una prospettiva unica sulla città dei Gonzaga.
Tra gli altri itinerari sempre più frequentati dalle cicloturiste figurano la Ciclovia del Sole, parte dell’EuroVelo 7 che attraversa l’Italia da Verona a Bologna, la Ciclovia dei Trabocchi lungo la costa abruzzese e la Ciclovia del Trasimeno, un anello di 59 chilometri che costeggia il lago umbro tra piste ciclabili e strade sterrate.
Le donne protagoniste alla Fiera del Cicloturismo
Il ruolo delle donne nel mondo della bicicletta sarà uno dei temi centrali della Fiera del Cicloturismo di Padova.
A guidare l’evento è Pinar Pinzuti, direttrice della manifestazione e da oltre quindici anni impegnata nella promozione della mobilità ciclistica. Nel 2022 le Nazioni Unite le hanno assegnato il World Bicycle Day Award, mentre dal 2021 è ambasciatrice del programma internazionale Women in Cycling e membro dell’EuroVelo Council.
“Puntare sul cicloturismo femminile per noi è sempre stato importantissimo: per una donna, fare un viaggio in bicicletta significa scoprire quanto puoi contare su te stessa e sul mondo intorno”, spiega Pinzuti. “Ogni viaggio in bici insegna a scegliere un percorso, a fidarsi del proprio corpo e a muoversi in autonomia. Per molte donne la bicicletta diventa uno strumento di indipendenza e un modo per superare barriere culturali e paure”.
Sui palchi della fiera si alterneranno numerose protagoniste del mondo della bicicletta e del viaggio: Monica Consolini, Caterina Zanirato, Paola Giannotti, Ilaria Fiorillo, Silvia Camon, Ilenia Zaccaro, Michela Fenilli, Raffaella Bonomi, Paola Paonessa e Livia Panella. Storie di viaggio, progetti innovativi e iniziative legate all’industria ciclistica racconteranno come le due ruote possano diventare uno strumento di cambiamento sociale.
Il premio “Ho voluto la bicicletta”
Durante la manifestazione tornerà anche il premio “Ho voluto la bicicletta”, dedicato alla memoria di Mariateresa Montaruli. Il riconoscimento, giunto alla terza edizione, è rivolto a donne impegnate nella diffusione della cultura ciclistica.
La cerimonia di premiazione è in programma il 28 marzo, all’interno del programma ufficiale della fiera. Un appuntamento che celebra il contributo femminile allo sviluppo del cicloturismo e alla diffusione di una mobilità più sostenibile.
